SIMÓN

SIMÓN, all’anagrafe Simon Hovhannisyan, è sempre stato l’artista di famiglia.
Viene da Hrazdan, dove è nato il 9 agosto 1994, in una famiglia di medici che non aveva nulla a che fare con il mondo dello spettacolo. Eppure i racconti d’infanzia lo vedono imparare a cantare e ballare prima ancora di parlare o camminare.
È una di quelle frasi che di solito suonano come iperboli affettuose, ma che nel suo caso sembrano quasi una profezia.

Da bambino passava il suo tempo immerso nei video di Michael Jackson, da cui ha imparato a muoversi ma anche, e soprattutto, a pensare la performance come un organismo unico composto da voce, corpo, ritmo, scena.
È un’impronta che non lo ha mai abbandonato. Per un po’ ha provato a seguire una strada differente, studiando economia all’università, ma era evidente che non sarebbe mai finita così.
La danza è stata il suo primo vero amore, con anni di lavoro, disciplina e palchi che lo hanno trasformato in uno dei ballerini più riconosciuti dell’intrattenimento armeno.

È stato uno dei ragazzi del Coba Yerevan, un locale iconico della capitale dove cantanti e ballerini si esibiscono tra i tavoli, davanti a un pubblico che non perdona.
È stata praticamente la sua seconda casa ed è lì che ha affinato quella combinazione di atletismo, carisma e naturalezza scenica che oggi lo rende immediatamente riconoscibile.
In quello stesso periodo ha anche iniziato a pubblicare cover sul suo canale YouTube da febbraio 2021 e a tentare la strada dei festival nazionali, dove comincia a farsi notare, fino a diventare un performer completo.

Il 2025 è stato l’anno della svolta.
Partecipato a Depi Evratesil, la selezione armena per l’Eurovision, con Ay Paparey Bye ha.
Ha vinto per la giuria nazionale, ha vinto per la giuria internazionale, ha convinto gli addetti ai lavori, ma poi il televoto lo ha relegato al secondo posto.
Una beffa ma anche il segno che il suo nome era ormai entrato nel radar.
Tanto che AMPTV lo ha scelto come uno dei cinque giurati armeni per l’Eurovision 2025.

Da lì a poco la sua crescita è stata rapidissima.
Con i nuovi singoli, l’annuncio come star al più grande festival estivo armeno, ha consolidato un’identità pop-dance riconoscibile, sempre più legata alla fusione tra voce e movimento.

L’11 marzo 2026, dopo settimane di silenzio e speculazioni, AMPTV ha annunciato la selezione interna e SIMÓN è stato l’ultimo artista confermato per l’edizione di Vienna. E con l’annuncio è arrivata anche la sua Paloma Rumba.

Il brano è un concentrato di energia, ironia e libertà.
Il titolo significa Rumba della colomba.
Una dichiarazione di intenti già da qui, con la colomba che rappresenta la libertà e la Rumba che è il movimento che rompe la staticità.
È la storia di qualcuno che lascia un lavoro monotono, un “9 to 5”, un full time che soffoca, per inseguire i propri sogni.
Un racconto che SIMÓN sente suo, tanto che nel videoclip interpreta un impiegato che, dopo essere arrivato secondo alla selezione nazionale dell’anno precedente, torna alla sua scrivania da ragioniere, salvo poi mollare tutto per inseguire il sogno dell’Eurovision.
Una piccola autobiografia mascherata da commedia.

Il team creativo è di altissimo livello e profondamente intrecciato con la storia recente dell’Armenia al contest: la musica è di Lilit Navasardyan (LoveWave, Not Alone), mentre i testi portano la firma di David Tserunyan (autore di Qami Qami, vincitore dello Junior Eurovision 2021), Eva Voskanyan (già dietro l’entry armena del 2025) e Rosa Linn, la mente dietro Snap, diventata un fenomeno globale dopo Torino 2022. È una squadra che conosce perfettamente la grammatica eurovisiva.

Il video è pieno di dettagli che i fan hanno adorato, come il cameo di Iveta Mukuchyan, che sfoglia un dossier di SIMÓN con dentro un disegno di Parg scarabocchiato, l’ironia con cui la sua storia personale viene trasformata in fiction e l’energia contagiosa con cui balla come se stesse davvero spiccando il volo.

SIMÓN è sposato con Anush Avagyan, che è anche la sua produttrice, e insieme hanno due figli gemelli che lui cita spesso come la sua principale fonte di forza. È una dimensione familiare che si riflette nella compattezza del suo progetto artistico.

A Vienna si esibirà nella prima metà della seconda semifinale con la voglia di brillare. Le aspettative sono alte perché SIMÓN porta un mix raro di esperienza scenica, energia, ironia e una storia che parla a chiunque abbia sognato di cambiare vita.

In fondo Paloma Rumba è la colonna sonora di un percorso fatto di cadute, scelte coraggiose e metamorfosi continue. È il volo di una colomba che ha passato anni a sbattere contro le pareti della gabbia, ma che ora sa esattamente dove andare. E a Vienna, quel volo potrebbe diventare qualcosa di molto più grande.

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