
Le Vanilla Ninja tornano all’Eurovision dopo un giro lunghissimo, come se finalmente rientrassero a casa.
Per l’Estonia è quasi un risarcimento dopo averle viste rappresentare la Svizzera nel 2005, quando arrivarono in top10 mentre l’Estonia veniva eliminata.
Adesso sono pronte a portare la bandiera estone a Vienna nel 2026 con Too Epic to Be True, un brano scritto da Sven Lõhmus, lo stesso produttore che le aveva messe insieme nel 2002.
È un ritorno che profuma di nostalgia, ma anche di una nuova consapevolezza, perché arrivano sul palco con ventiquattro anni di storia sulle spalle e una fanbase che non le ha mai mollate davvero.
La loro avventura comincia a Tallinn, quando Lõhmus decide di unire due coppie di amiche e compagne di scuola: Lenna e Maarja da una parte, Piret e Katrin dall’altra. Nessuna era una star, ma tutte avevano un potenziale enorme.
Il debutto a Eurolaul nel 2003, con Club Kung Fu, fu un mezzo scandalo ma il pubblico le votò in massa mentre la giuria le mise ultime.
L’album d’esordio esplose comunque, e da lì iniziò la conquista dell’Europa centrale, esplodendo soprattutto in Germania, Austria e Svizzera, dove diventarono un fenomeno vero, con singoli che giravano ovunque.
In Estonia intanto diventavano un marchio culturale, tanto che nel 2003 uscì persino il gelato “Vanilla Ninja”, che da allora è un’istituzione nazionale, declinato negli anni in vari gusti.
Il 2005 furono la centro di un grande paradosso
La Svizzera, reduce da risultati disastrosi, le scelse per l’Eurovision Song Contest.
In patria molti pensarono che avrebbero dovuto rappresentare l’Estonia, mentre in Svizzera qualcuno non gradì l’idea di una band senza membri elvetici.
A complicare tutto, arrivò la necessità di sostituire Maarja, che era incinta, con Triinu Kivilaan, che aveva solo quindici anni ma dichiarò di averne diciassette.
Quando l’EBU controllò e scoprì la verità, furono a rischio squalifica, ma la lasciò partecipare perché avrebbe compiuto sedici anni in tempo per la gara.
A Kiev arrivò un ottavo posto che rimane uno dei migliori risultati svizzeri dell’epoca moderna, nonostante le polemiche su presunte manipolazioni delle classifiche da parte del produttore David Brandes.
Dopo l’Eurovision, la loro carriera continuò tra successi, tour internazionali e collaborazioni importanti, come quella con Per Gessle dei Roxette.
Nel 2008 vinsero il Silver Seagull al Festival di Viña del Mar in Cile, mentre in patria venivano votate tra le donne più attraenti del Paese.
Poi, come spesso succede alle band che vivono un’esposizione così intensa, arrivò la pausa e ognuna prese la propria strada.
La miccia si riaccese nel 2021 ma la formazione cambiò di nuovo.
È con questa nuova formazione, con Lenna, Piret e Kerli, che le Vanilla Ninja si sono presentate all’Eesti Laul 2026.
La selezione nazionale è stata una scalata: seste per le giurie, prime nel televoto, poi una superfinale tiratissima vinta con circa il 35% dei voti, appena un punto percentuale sopra NOËP.
Un risultato che ha confermato che il pubblico estone le ama ancora, e forse più di prima.
Too Epic to Be True è un brano che mescola la loro anima pop-rock con una produzione moderna e un tocco di teatralità che sembra cucito addosso a loro. Parla di un amore talmente grande da sembrare irreale, con quel mix di vulnerabilità ed epicità che è sempre stato parte del loro DNA. L’estetica del progetto richiama volutamente gli anni Duemila, ma con una pulizia visiva contemporanea che funziona benissimo.
L’Estonia arriva da un terzo posto nel 2025 con Tommy Cash e vuole continuare a correre. Le Vanilla Ninja portano esperienza, carisma, una storia che sembra scritta apposta per un ritorno in grande stile e quel tocco di epicità che il titolo promette, annunciate come le artiste che l’Estonia ha scelto per raccontare se stessa.
A Vienna porteranno un percorso fatto di successi, pause, cambi di formazione, gelati iconici, scandali, rinascite e un legame con il pubblico che non si è mai spezzato. Una storia che, in fondo, è davvero “too epic to be true”, e proprio per questo continua a funzionare.
