Ditonellapiaga: quella libertà che comincia quando non ti giudichi più…

CHE FASTIDIO!

Ci sono momenti in cui la libertà smette di essere un concetto astratto e diventa una sensazione fisica. Per Ditonellapiaga è questo: non sentirsi giudicata. Né dagli altri, né da sé stessa. È una linea sottile, ma è lì che nasce Miss Italia, il suo terzo album, in uscita il 10 aprile, dopo il successo inatteso di Che fastidio!, arrivato fino al podio dell’ultimo Festival di Sanremo e vincitrice del Second Chance Contest edizione Sanremo 2026 di OGAE Italy. Ditonellapiaga rappresenterà quindi il nostro club al Second Chance Contest 2026.

Ditonellapiaga non è una maschera, ma uno spazio, un luogo in cui Margherita può spingersi un po’ più in là, essere più radicale, più netta. Nella vita quotidiana, infatti, dice di essere tutt’altro: tranquilla, morbida, “bonacciona”. Il progetto artistico le consente di esagerare i contorni, di incarnare una durezza che nella realtà raramente mostra. Non per fuggire, ma per conoscersi meglio.

Margherita Carducci, 29 anni, oggi vive una fase che arriva dopo una frattura interiore. Non è un punto di partenza, ma di passaggio. Miss Italia nasce proprio da lì, da una crisi di identità che ha avuto a che fare con l’essere tante cose insieme. «Mi è stato chiesto di scegliere», racconta. Pop o alternativa. Dentro o fuori una categoria. Lei, però, in quella scelta non si è mai riconosciuta. E ha capito di voler restare in mezzo. O forse, altrove.

Imparare a dire “no” è stato parte del percorso. Il rifiuto più difficile è arrivato quando qualcuno le ha suggerito di cambiare nome d’arte. “Non perché lo sentissi io, ma perché non piaceva a qualcun altro”. Ha scelto di non farlo. “Se un giorno mi stuferà, lo cambierò. Ma farlo adesso mi avrebbe tolto serenità”. In fondo, Che fastidio! nasce proprio così: da una tensione, da una discussione, da qualcosa che spingeva per uscire.

Anche il suo successo non era stato previsto. Anzi. “Non pensavo nemmeno che il brano sarebbe stato scelto per Sanremo”. Le sonorità erano spigolose, il tono poco accomodante. Pensava potesse dividere. Quello che non aveva messo in conto, invece, era la forza del testo. La sua capacità di parlare a molte persone proprio perché imperfetto, nervoso, umano.

Il titolo Miss Italia ha aperto qualche incomprensione, soprattutto con lo staff del concorso di bellezza. Lei, però, chiarisce: “Non c’è attacco, né ironia facile. Il disco parla di sé, del rapporto con l’essere “vincenti”, con l’idea di successo e di perfezione“. Dietro le immagini impeccabili, dice, c’è quasi sempre una fragilità nascosta. Anche chi appare perfetto può sentirsi spezzato dentro.

Alla fine, tutto torna a una dimensione intima. La libertà, per Ditonellapiaga, non è una dichiarazione pubblica. È una conquista silenziosa. È sentirsi a casa nel proprio nome. È non doversi spiegare continuamente. È trovare felicità nelle cose piccole: una stanza piena di idee, una canzone che nasce da un conflitto, una cena con tanti amici.
E soprattutto, è poter dire: oggi non mi giudico.

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