
Sul palco della seconda semifinale si sono sfidati quindici Paesi, mentre Francia, Regno Unito e Austria si sono esibiti fuori concorso perché già qualificati di diritto. La serata ha confermato ancora una volta la formula dell’Eurovision: canzoni immediate, messe in scena forti e pochi minuti per conquistare pubblico e giurie.
A conquistare gli ultimi dieci posti per la finale sono stati Bulgaria, Ucraina, Norvegia, Australia, Romania, Malta, Cipro, Albania, Danimarca e Cechia. Un verdetto nel complesso abbastanza lineare, con poche vere sorprese ma con alcune conferme pesanti, soprattutto per Ucraina, Australia e Romania, che arrivano all’ultimo atto con buone sensazioni.
Restano invece fuori Azerbaigian, Lussemburgo, Armenia, Svizzera e Lettonia. Tra i risultati che fanno più discutere c’è soprattutto l’eliminazione della Svizzera, che era considerata da molti una candidatura solida, insieme allo stop di Lussemburgo e Armenia, uscite di scena prima della finale.
Con la seconda semifinale si chiude così il tabellone dei qualificati: adesso la finale ha un quadro completo, tra favorite confermate, outsider in crescita e alcune esclusioni pesanti. Dopo due serate molto diverse tra loro, l’impressione è che la corsa al titolo resti apertissima fino all’ultimo voto.
Nel dettaglio, i 25 finalisti dell’Eurovision 2026 sono Grecia, Finlandia, Belgio, Svezia, Moldavia, Israele, Serbia, Croazia, Lituania e Polonia, qualificati dalla prima semifinale; Bulgaria, Ucraina, Norvegia, Australia, Romania, Malta, Cipro, Albania, Danimarca e Cechia, promossi dalla seconda; a questi si aggiungono i Paesi già ammessi di diritto, cioè Italia, Germania, Francia, Regno Unito e Austria, padrona di casa.
