Arcade

Arcade

Interprete: Duncan Laurence
Autori: Duncan Laurence, Joel Sjöö, Wouter Hardy e Will Knox (Testo e musica)
Città/paese organizzatore: Tel Aviv (Israele) – 2019
Paese vincitore: Paesi Bassi

Top 5

1. Paesi Bassi – Duncan Laurence – Arcade – 498 punti

2. Italia – Mahmood – Soldi – 472 punti

3.  Russia – Sergey Lazarev – Scream – 370 punti

4.  Svizzera – Luca Hänni – She Got Me – 364 punti

5.  Svezia – John Lundvik – Too Late for Love – 334 punti

Duncan Laurence sale sul palco della Tel Aviv Arena molto sobriamente, solo lui e un pianoforte illuminato da un fascio di luce azzurra.

In un contest abituato agli eccessi scenici, quella sobrietà si rivelerà l’arma vincente di Arcade, tanto da riportare i Paesi Bassi al successo dopo un’attesa lunga quarantaquattro anni.

Però Arcade non nasce per l’Eurovision, e anche Duncan ha sempre tenuto a precisarlo.

La canzone viene tenuta in lavorazione per oltre due anni durante gli studi alla Rockacademie di Tilburg, dove Duncan de Moor si forma come cantautore e produttore dopo un’adolescenza segnata dal bullismo, in cui la scrittura, iniziata già a tredici anni, diventa un rifugio.

Nel 2016 entra in contatto con il produttore Wouter Hardy e lavorano insieme in uno studio ricavato nella Maassilo di Rotterdam, arrivando a circa venti versioni diverse prima di trovare l’equilibrio definitivo.

Al progetto partecipano anche lo svedese Joel Sjöö e l’inglese Will Knox, mentre la produzione finale porta la firma di Wouter Hardy insieme a Oscar Holleman, noto per il lavoro con i Within Temptation.

Il cuore emotivo della canzone affonda in un lutto, come Duncan Laurence ha più volte raccontato.

L’ispirazione arriva dalla storia di una persona cara alla sua famiglia, morta giovane dopo aver atteso fino all’ultimo, invano, il ritorno dell’uomo che considerava l’amore della sua vita.

A quella vicenda Duncan fonde le proprie esperienze di perdita sentimentale e il ricordo concreto del suo arrivo da matricola alla Rockacademie, quando da ragazzo di un piccolo centro si è ritrovato improvvisamente immerso nella kermis di Tilburg, la fiera estiva più grande dei Paesi Bassi, sentendosi minuscolo davanti a un luna park di luci, rumore e possibilità.

Da lì nasce l’immagine cardine, “small town boy in a big arcade“, in cui la sala giochi viene vista come metafora di una dipendenza affettiva, di un amore vissuto come un gioco d’azzardo in cui si continuano a inserire monete sapendo già di perdere.

Il verso simbolo del ritornello, “loving you is a losing game“, rischiò paradossalmente di essere tagliato perché giudicato troppo ripetitivo, ma Duncan Laurence insistesse per mantenerlo come perno ipnotico dell’intero brano.

Lui stesso, in un’intervista a Wiwibloggs, l’ha descritta come una storia sulla ricerca dell’amore della propria vita, qualcosa che sembra irraggiungibile.

Arcade si apre con quattro accordi di pianoforte e un riff semplice, prima di esplodere nel ritornello. Il risultato è stato accostato più volte al suono dei Coldplay, ma dietro quell’apparente scarnezza si nasconde una produzione densissima che si ispira alle colonne sonore cinematografiche, con un mix finale che arriva a 165 tracce audio sovrapposte, in totale contrasto con l’impressione di essenzialità restituita all’ascolto.

Il brano arriva all’Eurovision grazie a Ilse DeLange, seconda classificata nel 2014 con i The Common Linnets e coach di Laurence nella quinta stagione di The Voice of Holland, dove Duncan si era fermato in semifinale.

È lei, infatti, a intercettare la forza di Arcade e a girarla all’emittente AVROTROS.

La selezione è interna e il 21 gennaio 2019 arriva l’annuncio ufficiale.

L’accoglienza sui social olandesi è fredda perché è un nome sostanzialmente sconosciuto, e circola persino il soprannome ironico “Duncan chi? Duncan Donuts“.

Una demo era peraltro già circolata in anticipo ed era stata trasmessa dalla televisione olandese, alimentando le speculazioni prima della conferma ufficiale.

Il giudizio si ribalta rapidamente dopo la pubblicazione del singolo, il 7 marzo 2019 e nel giro di pochi giorni i Paesi Bassi salgono in testa alle quote dei bookmaker e non la lasceranno più fino alla finale.

AVROTROS aveva già pronto da anni un piano organizzativo per un’eventuale edizione da ospitare, e la città dell’Aia aveva perfino presentato una propria candidatura come host city prima ancora di conoscere l’esito della gara, perché negli anni ci hanno creduto davvero.

Il video ufficiale, ambientato sott’acqua con Duncan che nuota nudo in una luce lattiginosa, traduce visivamente la stessa vulnerabilità del testo, in cui c’è l’acqua come peso emotivo e il corpo esposto e privo di difese.

Quell’estetica torna sul palco di Tel Aviv, dove la regia sceglie di raccontare Duncan Laurence come cantautore puro con il suo pianoforte, tre coriste fuori scena, fumo, acqua e giochi di luce che richiamano il video, senza nessuna concessione allo spettacolo.

Dopo aver vinto la sua semifinale, in finale il verdetto è tutt’altro che un dominio.

Infatti Paesi Bassi non vincono né il voto delle giurie, andato alla Macedonia del Nord di Tamara Todevska, né il televoto, conquistato dalla Norvegia dei KEiiNO.
Arcade arriva terza tra le giurie e seconda nel televoto, ma è proprio l’equilibrio tra i due fronti a proiettarli al primo posto assoluto, davanti all’Italia di Mahmood con Soldi.

Il punteggio di 492 punti viene corretto quattro giorni dopo dall’EBU a 498 (237 dalle giurie, 261 dal televoto), in seguito a un errore scoperto nel calcolo del voto sostitutivo della giuria bielorussa, esclusa per aver violato il regolamento.

È la quinta vittoria olandese nella storia del contest e porta con sé anche il Marcel Bezençon Press Award.

Nel discorso di ringraziamneto per la vittoria, Duncan Laurence pronuncia una frase rimasta celebre.

“This is to dreaming big; this is to music first, always.“

Il giorno dopo il pesante trofeo di cristallo si rompe accidentalmente mentre Duncan cerca di trasportarlo avvolto negli asciugamani d’hotel, ma sarà l’EBU a farlo riparare.

L’accoglienza della critica specializzata non è unanime su tutti i fronti.

Su Wiwibloggs la canzone ottiene una media di 9,15 su 10, ESCXtra la paragona a Euphoria di Loreen, vincitrice svedese del 2012, e nel sondaggio OGAE si piazza terza, dietro Svizzera e Italia.

Ma se il Guardian la definisce “cupa e di una bellezza che toglie il fiato”, il Telegraph la giudica a rischio di passare inosservata pur meritando un buon risultato, e l’Independent la trova sottotono per gli standard scenografici del contest.

Dopo Tel Aviv Arcade entra nelle classifiche di ventisei Paesi europei, arrivando al numero uno in Belgio, Estonia, Islanda, Lussemburgo e Paesi Bassi, dove ottiene il quadruplo disco di platino; nel Regno Unito, però, debutta soltanto al numero 67, un andamento che sembra quello tipico di molte canzoni eurovisive.

Nei mesi successivi arrivano una versione acustica, il 19 luglio 2019 e a febbraio 2020 l’Edison Award come miglior brano pop dell’anno nei Paesi Bassi.

Il 13 novembre 2020 esce l’album di debutto Small Town Boy, che include Arcade insieme all’EP Worlds on Fire pubblicato in precedenza.

È tra la fine del 2020 e l’inizio del 2021 che la storia del brano cambia di nuovo direzione.

Su TikTok esplode un trend che parte da un nucleo di fan di Harry Potter, con montaggi legati alla coppia Draco Malfoy ed Hermione Granger, e si allarga rapidamente ad altri contenuti, incluse trasformazioni visive legate a serie tv e anime, spesso a tema rottura sentimentale o nostalgia.

Il frammento più usato resta quello del ritornello, “I’ve spent all of the love I saved / We were always a losing game“.

Il 27 novembre 2020 esce anche un duetto con la cantante statunitense FLETCHER, presentato tra l’altro all’Ellen DeGeneres Show, seguito da edit pensati apposta per la piattaforma, tra cui una versione accelerata.

Nel gennaio 2021 Arcade diventa il brano eurovisivo più ascoltato di sempre su Spotify, superando Soldi di Mahmood.

Poi il 12 febbraio rientra nella classifica britannica, risalendo fino al numero 29 a marzo.

Il salto più clamoroso arriva il 17 aprile 2021, quando debutta nella Billboard Hot 100 statunitense, diventando il primo brano legato all’Eurovision a entrarvi in venticinque anni e il primo brano vincitore del contest a riuscirci in quarantacinque.

Il 18 maggio 2021, esattamente due anni dopo Tel Aviv, durante la prima semifinale dell’Eurovision di Rotterdam, lasciando Duncan campione in carica per due anni, riceve sul palco, dalle mani dell’ex rappresentante olandese Edsilia Rombley, la certificazione Global Platinum per il superamento del miliardo di stream complessivi e su varie piattaforme.

Quella stessa edizione avrebbe dovuto vederlo tornare come atto d’intervallo con Arcade e Stars, ma pochi giorni prima della finale risulta positivo al Covid-19, e viene trasmessa al suo posto un’esibizione registrata durante una prova precedente.

Nell’agosto 2023 arriva un ulteriore record, infatti Arcade diventa la prima canzone nella storia dell’Eurovision a superare il miliardo di stream sul solo Spotify, e nel ad oggi è ancora il brano eurovisivo più ascoltato di sempre, con oltre un miliardo e mezzo di streaming.

Le certificazioni accumulate nel tempo raccontano da sole la portata del fenomeno: oro in Grecia, Norvegia e Svezia; platino in Australia, Austria, Belgio, Canada, Danimarca, Italia, Germania, Messico, Nuova Zelanda, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito, Spagna e Stati Uniti, dove supera il milione di copie certificate; diamante o multi-diamante in Brasile, Francia e Polonia.

Intanto il brano continua a vivere anche dentro l’universo Eurovision ed è stato riproposto negli Eurovision Home Concerts durante la pandemia, cantato da tutti i concorrenti della selezione armena Depi Evratesil per l’edizione 2020, reinterpretato alla Junior Eurovision Song Contest 2020 di Varsavia dalle vincitrici polacche Roksana Węgiel e Viki Gabor, affiancate da un ologramma dello stesso Laurence proiettato sul palco.

Arcade compare inoltre nella colonna sonora della terza stagione della serie Young Royals, viene scelta nel 2023 dalla cantante kazaka Daneliya Tuleshova per la sua esibizione ad America’s Got Talent: All-Stars, e il 5 maggio 2025 viene reinterpretata in chiave electropop da Loreen, vincitrice svedese nel 2012 e nel 2023, per la serie Spotify Singles, un passaggio di testimone quasi simbolico tra due degli artisti che più hanno segnato l’Eurovision recente.

Duncan ha spesso collegato la propria esperienza di emarginazione e ricerca di un posto nel mondo alla scrittura del brano, che è stato adottato da parte della comunità LGBTQ+.

Quella di Duncan Laurence è una scrittura pop capace di parlare a molti senza perdere la dimensione personale forse è proprio questo essere tra confessione privata e portata universale, a spiegare perché una canzone nata come lettera a un lutto, sia riuscita a vincere i cuori di chi la ascolta.

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