
Vienna si prepara a ospitare la finale del 16 maggio nella Wiener Stadthalle, e l’Austria gioca in casa per la terza volta nella sua storia.
A rappresentarla c’è questo ragazzo di diciannove anni, Benjamin Gedeon, nato a Budapest nel 2006 e cresciuto a Halbturn, nel Burgenland, con una madre ungherese e un padre tedesco, un’identità di confine che si sente in tutto quello che fa.
Il suo nome d’arte, COSMÓ, è un manifesto, un po’ “cosmo”, un po’ omaggio alle radici ungheresi con quella Ó accentata che non è un vezzo ma una dichiarazione.
Come dice uno dei testi: «COSMÓ non è su questo pianeta da molto tempo».
La musica entra nella sua vita prestissimo.
A quattro anni è già alla scuola di Neusiedl am See, a sei studia pianoforte, a tredici comincia a scrivere canzoni mescolando pop e jazz.
E alla fine è DVD di Mamma Mia! visto da bambino, che gli apre un mondo, tra ABBA e pop. Infine un karaoke scolastico gli fa capire che il palco può essere casa.
I primi brani li pubblica con il suo nome anagrafico, in inglese, registrati da solo.
Nel 2021 vince il concorso podium.jazz.pop.rock… con “Fall into Your Arms”, un pezzo jazz autoprodotto che diventa una sorta di biglietto da visita della sua sensibilità.
L’anno dopo arriva la svolta televisiva. Con la determinazione che ha da subito caratterizzato la sua strada, dopo una prima eliminazione nel 2020, torna a The Voice Kids e arriva in finale nel team di Álvaro Soler, che poi lo porta ad aprire due suoi concerti, uno al Gasometer di Vienna e uno allo Schlossberg di Graz.
Intanto suona nei festival locali, nei club, ai balli viennesi, perfino in un concerto a due pianoforti al Castello di Kittsee.
Il 2025 è l’anno in cui tutto cambia.
Stanco dell’inglese, decide di cantare in tedesco e di costruire un’identità nuova, più libera, più sua.
Nasce COSMÓ, con la stella blu disegnata sul viso e un immaginario che mescola galassie, club culture e un’ironia molto mitteleuropea.
A Vienna inizia a collaborare con Markus Perner dei Garish, con Nono Punch e con Ella Stern, e fonda la band The Thumbs per dare più corpo alle esibizioni live.
È un periodo di sperimentazione continua, in cui alterna concerti, studio, produzioni fai da te e perfino momenti di silenzio creativo perché, come raccontano alcune versioni, ogni tanto sparisce per dedicarsi alla ricerca sonora senza pressioni.
È in questo clima che nasce “Tanzschein”, la canzone che lo porterà all’Eurovision.
L’idea arriva da una serata in discoteca andata male, in cui si aspettava luci, movimento, energia, e invece trova una pista immobile.
«Dobbiamo cambiare questo», si dice.
E da quella delusione tira fuori un inno alla libertà fisica ed emotiva, un invito a muoversi, fidarsi, lasciarsi andare.
In una delle sue dichiarazioni si sbilancia e dice che «La canzone parla di far tornare il ballo al centro della vita notturna».
Il ritornello gli viene in mente alle tre del mattino, fuori da un club viennese, e registra il primo demo vocale in taxi.
Il testo gioca con immagini zoologiche, tra il leone e la gazzella che si rincorrono in pista, e il gorilla timido, per raccontare una nightlife che ha perso spontaneità.
Il “Tanzschein” diventa una sorta di permesso simbolico perché non si entra se non sei disposto a ballare.
Il brano, scritto con Elias Stejskal ed Ella Stern, alterna tedesco e inglese e porta con sé un messaggio che molti leggono come un invito all’accettazione di sé.
COSMÓ non conferma né smentisce perché preferisce che ognuno ci trovi il proprio significato.
Intanto lancia la “Tanzschein challenge”, una coreografia semplice sui social che permette ai fan di ottenere un “certificato di ballo” personalizzato.
Anche sua madre la prova, quasi addormentata, e ci riesce… E se ce la fa “Mama COSMÓ”, può farcela chiunque.
Il 20 febbraio 2026 arriva la consacrazione nazionale.
Alla selezione Vienna Calling – Wer singt für Österreich?, condotta da Alice Tumler e Cesár Sampson, COSMÓ vince con 22 punti di cui 10 dalla giuria internazionale di 43 esperti, che corrispondono al secondo posto, e 12 dal televoto, il primo posto per il pubblico, superando di due punti Lena Schaur.
L’Austria, da paese ospitante, è già qualificata alla finale e si esibirà per ultima, un posto nel Runner order scomodo e memorabile allo stesso tempo.
Intanto “Tanzschein” entra nelle classifiche: arriva al numero 7 della Ö3 Austria Top 40 e al 28 nell’airplay nazionale.
COSMÓ porta sulle spalle l’eredità pesante di una vittoria recente.
Ma lui sembra prenderla con una calma sorprendente.
Non cerca di sembrare più grande della sua età, non nasconde la sua storia, anzi la porta con sé, la trasforma in musica, la offre al pubblico come un invito collettivo verso un momento di connessione.
Vienna, che lo ha visto crescere artisticamente, ora lo accoglie sul palco più grande.
E c’è qualcosa di simbolico in questo ragazzo nato oltre confine, cresciuto tra lingue e identità diverse, che rappresenta un’Austria giovane, aperta, ballabile.
Un’Austria che non rinnega la lingua madre ma la porta in pista da ballo.
Il 16 maggio, quando si accenderanno i riflettori su di lui, COSMÓ proverà a trasformare quella “licenza di ballare” in un momento di libertà.
E forse è proprio questo che l’Europa, oggi, ha più voglia di sentire.
