
Laura Pausini ha pubblicato da poche ore la cover di Due Vite, grande successo di Marco Mengoni, canzone che ha vinto il Festival di Sanremo 2023, con la quale si è classificato quarto all’Eurovision Song Contest di Liverpool aggiudicandosi il prestigioso Marcel Bezencon Award come miglior composizione dell’evento.
La nostra cantante di Solarolo ha deciso di proporla nella versione francese, già edita da Marco, con parti lasciate in lingua italiana, in coppia con la giovane stella francese Julien Lieb.
L’arrangiamento prescelto si discosta molto dall’originale, si fa più rock, più muscolare, più energico nel perfetto stile dei concerti dal vivo di Laura snaturando la delicatezza e l’intimità del brano originale, rendendolo più consono allo stile vocale della nostra interprete.
Ma la presenza di una seconda voce maschile con cui Laura generosamente divide esattamente a metà la presenza vocale, rende giustizia al significato profondo della canzone che è il disordine di due vite in una relazione non serena e non scontata. La stessa differenza di età dei due interpreti rafforza maggiormente questa doppia solitudine a confronto.
Purtroppo in queste prime ore di circolazione di brano con relativo video ha provocato una marea di commenti negativi e critiche che comunque hanno reso virale e amplificato a dismisura la notorietà della proposta forse inaspettata dai più.
Credo che ognuno potrà scegliere la versione che preferisce e in Italia mi sembra che lo schieramento a favore dell’originale sia schiacciante ma se vediamo questa cover solo in relazione all’Eurovision non possiamo che esserne felici: quanti brani eurovisivi vengono reinterpretati da una Star mondiale? Se la promozione discografica del progetto sarà massiccia Laura potrebbe rappresentare un enorme amplificatore del successo del brano, del suo Interprete e delle Manifestazioni cui ha partecipato.
Si tratta di una canzone molto distante dall’originale, più potente, più urlata, più karaoke forse ma auguriamo alla stessa l’enorme successo planetario che merita. Così che dalla Spagna all’Argentina possano tutti cantarla al karaoke più vicino! Forza Laura, in bocca al lupo a La Dernière Chanson!
