San Marino – Senhit ft. Boy George – Superstar

Superstar è per Senhit un ritorno a casa con un bagaglio fatto di anni di sperimentazione visiva, collaborazioni internazionali e una sicurezza artistica che oggi la rende una figura quasi simbolica per il microstato. E poi c’è l’elemento che ha acceso subito la curiosità: la possibile presenza di Boy George, prima solo un’ombra nei credits, poi una voce non ufficiale, infine un incontro reale negli Stati Uniti che ha confermato che salirà sul palco con lei, anche se resta da capire come.

Superstar si apre come un film.
Le prime immagini sono già un mondo.
All the boys in the back / Wearing black / Lookin’ like they’re up to somethin’”, mentre le ragazze “lookin’ for something more” riempiono la pista.
È un club notturno che sembra sospeso tra “neon nights, smokey eyes, drippin’ diamonds” che disegnano un ambiente iperstimolante,.
In mezzo a tutto questo, però, c’è una ragazza che guarda le proprie scarpe, intimidita, come se non sapesse dove mettere il proprio corpo.
È la narrazione parte da quel gesto minimo che diventa simbolo di insicurezza e che Senhit trasforma in un punto di svolta.

Il testo è una mano tesa.
Look at you, starin’ at your shoes” è la fotografia di un’identità che si ripiega su se stessa, mentre tutto intorno esplode. Ma il ritornello ribalta la prospettiva.
Girl go and get it like a superstar”, “show them all your scars”.
Le cicatrici sono prove di sopravvivenza, ornamenti politici ed estetici allo stesso tempo.
La protagonista diventa “a gem, freaky queen / of 4am”, una regina eccentrica delle ore piccole, quando i club si svuotano e restano solo i corpi che non vogliono ancora arrendersi.
È un’immagine potentissima, perché alle quattro del mattino non c’è più spazio per le maschere e resta chi ha deciso di mostrarsi davvero.

Superstar è un pop elettronico con anima disco, un dance-pop che guarda agli anni Ottanta e Novanta senza scadere nella nostalgia e una struttura pensata per funzionare dal vivo.
Le strofe sono quasi fumose, mentre il ritornello esplode in un sing-along da arena.
Senhit usa una vocalità più calda rispetto ad Adrenalina, meno virtuosistica e più narrativa, mentre Boy George, quando entra, aggiunge un tocco sul nel suo brevissimo cameo che impreziosisce senza rubare la scena.

La demo originale era una ballad intitolata Scars, poi trasformata in un mid-tempo dance dopo due sessioni di scrittura.
Il verso “Look at you, starin’ at your shoes” nasce da un ricordo personale di Senhit, che nelle prime serate nei club milanesi passava il tempo a fissarsi le scarpe per l’ansia.
La “freaky queen of 4am” è un omaggio alla community LGBTQI+ che l’ha sostenuta dopo Freaky!, mentre la prima versione era molto più cupa, quasi dark-pop, poi alleggerita per rendere il ritornello più luminoso.
E c’è anche un leak di otto secondi, apparso su Telegram, che suggerisce una seconda strofa registrata da Boy George, ancora in bilico tra versione ufficiale e sorpresa da finale.

Superstar è un inno queer, con il suo immaginario notturno, la trasformazione, la celebrazione dell’identità non conforme. Ma è anche un racconto universale che parla a chiunque si sia sentito fuori posto, a chi ha attraversato un periodo di invisibilità, a chi ha dovuto imparare a guardarsi allo specchio senza abbassare lo sguardo.
L’empowerment è un processo come la forza è una conquista, la visibilità è un atto di autodeterminazione e la fragilità è la base su cui fondare la ricostruzione di noi stessi.

Superstar è un brano scritto su misura per Senhit, non adattato in corsa, e questo si sente.

Anche se molto dipenderà dall’esibizione in semifinale, le previsioni la danno sicuramente ferma in semifinale, ma la presenza di Boy George può spostare gli equilibri tra attenzione mediatica, effetto nostalgia e una credibilità internazionale guadagnata sul campo.

Superstar è la dichiarazione di una donna che ha fatto pace con le proprie cicatrici, le porta come diamanti e invita chiunque a fare lo stesso.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *