Sarah Engels

Sarah Engels nel 2026 forse sta chiudendo un cerchio iniziato quindici anni fa, quando una ragazza di Hürth con una voce enorme e un sogno ostinato provava a farsi strada tra le audizioni di Deutschland sucht den Superstar.
Nata a Colonia nel 1992, cresciuta tra la solidità tedesca e il calore delle sue radici siciliane, Sarah ha sempre raccontato che la musica è stata la sua prima lingua e già a undici anni cantava alle feste scolastiche e alle sagre di paese, mentre quattro anni di lezioni di canto le davano una base tecnica che, col senno di poi, era l’inizio di tutto.

I primi tentativi nel talent non furono gloriosi e durante le esperienze del 2009 e del 2010 venne eliminata presto, una volta addirittura per aver sbagliato il testo.
Ma quella testardaggine che oggi tutti le riconoscono nasce proprio lì, in quelle porte chiuse.
Nel 2011 ci prova per la terza volta e succede l’imprevedibile.
Viene eliminata alla prima puntata dei live, ma viene richiamata in gara per il ritiro di un’altra concorrente.
Da quel momento la sua rimonta diventa una delle storie più note della tv tedesca. Arriva in finale, si classifica seconda e, insieme al vincitore Pietro Lombardi, diventa protagonista di un “Traumpaarfinale” che fa epoca.
Da lì in poi, la Germania scopre non solo una voce, ma un personaggio.

Il successo discografico arriva subito.
Call My Name vola in classifica, l’album Heartbeat debutta al secondo posto e arriva persino una nomination agli Echo Awards. Nel frattempo, la storia d’amore con Pietro diventa un fenomeno mediatico. Si sposano, pubblicano album insieme, partecipano a reality, aprono le porte della loro vita quotidiana alle telecamere e diventano una delle coppie più seguite del Paese.
Nel 2015 nasce Alessio, e per un periodo sembra che la loro storia sia destinata a durare quanto la loro popolarità. Poi, nel 2016, arriva la separazione, seguita da un divorzio molto esposto e spesso doloroso ufficializzato nel 2019.
Sarah, però, sceglie la strada della discrezione e della ricostruzione.

È proprio da quel punto che inizia la sua metamorfosi.
Con Zurück zu mir nel 2018 torna a parlare di sé con una sincerità nuova, mentre la tv la trasforma in una performer completa. È seconda a Let’s Dance, vincitrice di Dancing on Ice, Das große Promibacken, Schlag den Star e soprattutto The Masked Singer, dove trionfa nascosta sotto la maschera dello Scheletro.
In parallelo si apre anche al mondo della recitazione, tra serie tv, film musicali e doppiaggio, fino al ruolo di Ladybug nel film di Miraculous, amatissimo dai più giovani.
Nel 2025 arriva un’altra svolta con il teatro musicale il debutto in Moulin Rouge! a Colonia, dove interpreta Satine, un ruolo che richiede voce, presenza scenica e una maturità artistica che ormai le appartiene.

Sul piano personale, la sua vita trova un nuovo equilibrio con il calciatore Julian Büscher, che sposa nel 2021 tornando al cognome Engels, dopo aver mantenuto quello del primo marito per anni.
Con lui nasce la figlia Solea, e la famiglia diventa il suo punto fermo. Sarah racconta spesso che i suoi figli sono i critici più sinceri e che proprio grazie a loro ha ritrovato una dimensione più autentica, lontana dal rumore mediatico degli anni precedenti.

Nel frattempo la sua musica continua a evolversi.
Im Augenblick nel 2021 segna un pop più maturo, mentre Strong Girls Club nel 2025, un doppio album bilingue, esplora empowerment e identità femminile, accompagnato dalla fondazione dell’associazione Starke Mädchen, dedicata al sostegno di donne e ragazze in difficoltà.
Non è più la ragazza del talent, è un’artista che ha imparato a reinventarsi.

E poi arriva Fire.
Pubblicata a gennaio 2026, la canzone nasce come un impulso, un’intuizione immediata.
È un brano pop energico, con influenze moderne e il messaggio chiarissimo che invita a liberarsi da chi ti spegne, da chi ti mente, da chi ti succhia energia come un vampiro.
I’m on fire, you’re a liar” non è solo un ritornello, è una dichiarazione di indipendenza che risuona con tutta la sua storia.
La vittoria al Das Deutsche Finale è netta e prima convince la giuria internazionale, poi conquista il televoto con oltre il 38% delle preferenze.
E mentre una parte del pubblico esulta definendola la miglior proposta tedesca dai tempi di Lena, un’altra critica il brano come troppo “Eurovision pop prevedibile”.
Sarah prende tutto con calma, dice che non sente pressione, solo gratitudine per l’opportunità.

La Germania vede in lei una possibilità concreta di un buon risultato.
E non solo perché è popolare o tecnicamente preparata, ma perché porta sul palco una storia che parla di cadute, rinascite, identità e coraggio.
La scenografia promette fiamme, luci e una performance costruita sulla sua capacità di unire voce, movimento e intensità emotiva.

Oggi Sarah Engels arriva all’Eurovision con una maturità che va oltre la musica.
Porta con sé la bambina che cantava alle feste di paese, la ragazza che ha perso e vinto davanti a milioni di spettatori, la donna che ha ricostruito se stessa dopo ogni tempesta.
Fire è la metafora di una carriera che ha bruciato, resistito e ora illumina.
E Vienna potrebbe essere il momento in cui quel fuoco diventa finalmente un incendio europeo.

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