Senhit

Senhit Zadik Zadik, nata a Bologna il 1° ottobre 1979 da genitori eritrei, si è sempre definita italo-eritrea, con il cuore diviso tra i portici della sua città e le radici africane della famiglia.
È cresciuta tra Bologna e l’Eritrea, circondata da musica, contrasti e storie, e riassume così il suo percorso: «Questa doppia eredità mi ha plasmato, fusa, vibrante, impossibile da incasellare in uno schema».
Troppo italiana per essere percepita come “straniera”, troppo internazionale per restare solo italiana, ha trasformato questo dualismo in una cifra stilistica personale, che attraversa musical, pop, elettronica e un rapporto unico con la Repubblica di San Marino e l’Eurovision Song Contest.

Prima di arrivare alla discografia, la sua scuola è stata il teatro musicale europeo.
Dopo il diploma come tecnico grafico pubblicitario, alla fine degli anni Novanta parte per l’estero e lavora in importanti musical in Svizzera e Germania (Fame, The Lion King, Hair).
In Italia entra nel cast de Il grande campione con Massimo Ranieri nel 2001/2002 e, in un altro momento della sua carriera, partecipa anche a Rent, produzione curata da Nicoletta Mantovani, occasione in cui arriva persino a conoscere Luciano Pavarotti. Sono anni di prove infinite, coreografie, orchestra, corpo di ballo: una palestra che le dà quella sicurezza assoluta del palco che pochi cantanti pop possono vantare.
Inoltre l’abbiamo potuta notare in uno dei primi talent musicali italiani, dov’era in lizza per essere una delle componenti delle Lollipop, senza contare la sua vittoria in una delle tappe del karaoke di Fiorello.

Parallelamente, a Bologna gioca a calcio in una squadra femminile. Un dettaglio che sembra marginale, ma che la porta a entrare in contatto con le Edizioni Panini.
Il rientro in Italia coincide con l’incontro con gli Stadio. Gaetano Curreri la porta in tournée, la fa conoscere al pubblico e diventa uno dei suoi riferimenti artistici, decidendo di farle da produttore.
Nel 2005 arriva il contratto con Panini Interactive e nel 2006 debutta con il nome d’arte semplificato “Senit” e con la direzione artistica di Curreri e Saverio Grandi.
Nell’album anche una cover di Dio è morto di Guccini, un segno del suo radicamento nella cultura italiana, in una cornice che potrebbe sembrare solo cosmopolita.

Poi nuovi progetti nel 2007 e nel 2009 quando si mette alla prova con un lavoro interamente in inglese, con la scoperta di una lingua in cui la sua voce trova una casa naturale e le permette di muoversi con più libertà in un contesto internazionale.
In questi anni collabora con Corrado Rustici, apre i tour di Zucchero e Francesco Renga, partecipa al concerto benefico Amiche per l’Abruzzo nel 2009 all’Aquila, in Piazza Duomo.
Fino all’opportunità di farsi conoscere dall’Europa partecipando, per la Repubblica di San Marino, all’Eurovision Song Contest 2011, a Düsseldorf.
Dopo l’Eurovision, pubblica un nuovo singolo ma il suo album di inediti non si concretizza. Nel 2013 arriva AOK, e nel 2014 una doppia svolta: diventa presenza fissa a Domenica Live su Canale 5 e decide di tornare al suo nome, Senhit.
Non è un semplice rebranding, ma un gesto identitario grazie al quale dichiara l’intenzione di smettere di adattarsi e rivendica il proprio nome, più fedele alle radici eritree.

Il legame con l’Eurovision inizia quasi per caso.
Nel 2011 San Marino RTV la sceglie per rappresentare il Titano a Düsseldorf con Stand By. Lei stessa racconta di non sapere quasi cosa fosse il concorso: «Sono stata catapultata in un mondo fantastico e per questo sarò sempre grata a San Marino».
In semifinale si ferma al 16° posto con 34 punti, penalizzata dal televoto nonostante un giudizio più generoso delle giurie.
Ma quell’esperienza le apre un mondo grazie alle partecipazioni al London Eurovision Party, all’Eurovision in Concert di Amsterdam, anima il concerto della delegazione sammarinese a Düsseldorf.
È chiaro fin da subito che per lei l’Eurovision non è solo una gara, ma un universo da abitare.

Dopo una fase di ricerca tra italiano e inglese, la vera metamorfosi arriva con l’incontro creativo con Luca Tommassini.
Insieme danno vita alla Freaky Queen, un’icona pop stravagante, iper-colorata, che esplode nel progetto #FreakyTripToRotterdam.
Nel 2020, quando San Marino la seleziona internamente con Freaky! per Rotterdam e poi l’edizione viene cancellata per la pandemia, Senhit decide di non restare ferma.
Trip to Rotterdam prende vita visivamente e tra luglio 2020 e maggio 2021 realizza undici cover di classici eurovisivi, da Waterloo degli ABBA a Rise Like a Phoenix di Conchita Wurst, ma anticipato da due cover italiane, con la celebrazione al trentennale della vittoria di Toto Cutugno e la sua versione de L’essenziale.
Ogni video è un piccolo film, con costumi elaborati, riferimenti camp, messaggi politici sulla violenza della polizia, sull’oggettivazione del corpo femminile, sulla libertà di espressione.
La cover di Congratulations di Cliff Richard, uscita il giorno del suo compleanno, la descrive come se «Federico Fellini e David Bowie si presentassero alla mia festa». Il progetto le vale premi speciali da diversi club OGAE, dall’Australia all’Argentina, creati apposta per riconoscere il suo ruolo nell’aver tenuto vivo lo spirito dell’Eurovision nei mesi più bui.

Nel 2021 arriva finalmente Rotterdam.
Con Adrenalina, un brano esplosivo che mescola pop, dance ed elementi urban, porta sul palco dell’Eurovision Flo Rida, la cui presenza viene confermata solo il 18 maggio, a ridosso della semifinale.
San Marino si qualifica per la finale, anche se la classifica non racconta fino in fondo l’impatto dello show, che segna comunque uno dei migliori risultati della repubblica nella competizione e, soprattutto, la consacra come volto globale del contest.

Intanto la sua discografia continua a evolversi, confermando una vocazione sempre più internazionale.

Il rapporto con la comunità eurovisiva non viene messo da parte.
Nel 2021 è ospite d’onore al meeting di OGAE Italy al Parc Hotel Paradiso & Golf di Peschiera del Garda dove si esibisce con Stand By, Freaky!, Adrenalina e Un bel niente, in un clima intimo e molto emotivo.
Conduce Una Voce per San Marino nel 2022 e nel 2023, contribuendo a costruire il format di selezione nazionale del Titano.
Nel 2025 torna all’Eurovision a Basilea come Ambassador e Spokesperson di San Marino e organizza The Purple Night, un concerto speciale per celebrare i quindici anni della Repubblica al contest.

Sempre nel 2025, il 13 dicembre, debutta Eurofesta all’E-Work Arena di Busto Arsizio: è il primo grande evento live italiano interamente dedicato all’universo Eurovision.
Senhit lo conduce e si esibisce, apre la serata con Adrenalina, si definisce «privilegiatissima» e dà all’evento un tono familiare, abbracciando virtualmente tutto il suo pubblico, cancellando l’ombra di uno show distante. È la conferma che non è solo una cantante, ma una storyteller capace di tenere insieme palco, racconto e comunità.

Il capitolo più recente si scrive tra San Marino e Vienna.
Il 6 marzo vince il San Marino Song Contest con Superstar, in featuring con Boy George, coautore del brano.
Lui appare solo via video durante la finale e qualcuno nota che non commenta la vittoria e non la segue sui social.
Lei liquida la questione con naturalezza: «Lo raggiungo in America, dov’è in tour, e organizziamo tutto. A Vienna ci sarà».
Poco dopo, Boy George conferma la sua presenza sul palco dell’Eurovision 2026 alla Wiener Stadthalle.

Sul suo sito ufficiale si presenta così:
«Non sono solo una cantante. Sono una produttrice, una direttrice creativa, un’ambasciatrice culturale. Non seguo le tendenze. Costruisco storie».
È più un manifesto che una bio.
Bologna resta la sua Itaca, il punto fermo di ogni ritorno: «Mi ha permesso di lavorare, prima con gli Stadio e Gaetano Curreri, poi con tantissimi altri artisti. Quando sono in tournée penso a questa città come a una casa».
Dall’altra parte c’è sempre l’Eritrea, che non ha mai usato come esotismo né nascosto per mimetizzarsi perché è semplicemente la sua normalità.

Quattro partecipazioni eurovisive per un Paese di trentaduemila abitanti, un progetto come #FreakyTripToRotterdam che ha ridefinito cosa vuol dire prepararsi a un concorso, una carriera costruita tra musical, dischi, tv, tour e comunità di fan: Senhit è forse l’artista italiana che ha saputo usare meglio l’Eurovision, non come trampolino, ma come specchio di ciò che era già.
E con Superstar accanto a Boy George, sulla scena di Vienna, quel percorso fatto di ritorni, cerchi che si riaprono e continue reinvenzioni sembra tutt’altro che finito.

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